Il mio lettore per ebook (kindle) non funziona più, ha un problema irreversibile sullo schermo (come un'alone sulla parte superiore che impedisce la lettura). Ho trovato il contatto con l'assistenza di Amazon (la casa produttrice) negli Stai Uniti, siamo stati in chat una mezzoretta, sono stati molto gentili, erano disponibili a sostituirmi l'oggetto con uno nuovo.
Il problema è che l'avevo comprato su ebay da una ditta italiana, Fast Shopping srl di Pescara, che a loro volta avevano effettuato l'acquisto in Inghilterra (una volta tanto ho voluto acquistare una novità tecnologica subito, appena disponibile, senza aspettare che fosse ufficialmente importata in Italia - bene, sono stato subito punito!). Ad Amazon risultava quindi che l'acquirente non ero io ma Fast Shopping (anzi il nome personale di un loro titolare presumo), e quindi era Fast Shopping che doveva procedere alla spedizione dell'oggetto negli Stati Uniti per la sostituzione. Premetto che le spese di trasporto sarebbero tutte state rimborsate da Amazon.
Per Fast Shopping srl quindi non c'era alcun costo, solo la "seccatura" di ricevere da me il pacchetto, controllarlo (forse) e rispedirlo negli Stati Uniti. Certo una seccatura, quindi, ma che per me, loro cliente, sarebbe stato molto importante, mi avrebbero fatto un grande favore!
E invece niente, ho spedito diverse mail, hanno risposto solo a una, mi hanno dato un'informazione incompleta, io ho chiesto piuù volte chiarimenti ma niente da fare, silenzio da parte loro...
Su ebay hanno la qualifica di Power Seller, 99% di feedback positivo, certo sono dei buoni venditori, infatti io sono stato contento dell'acquisto, niente da dire. Però, insegnano tutti i manuali, e pensano tutti gli acquirenti, il processo di vendita non finisce quando si sono intascati i soldi e si è consegnato il prodotto... esiste anche l'assistenza ai clienti post-vendita, ed è importante, ma per molti in Italia è solo tempo perso o una bella cosa da sbandierare con enfasi sul sito web aziendale, vero Fast Shopping?
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sabato 19 novembre 2011
sabato 6 agosto 2011
Tutela dei consumatori: BRONDI non risponde alle email
Questa volta vado fuori tema, quello che scrivero' non c'entra niente con l'amore online.
Forse potrebbe essere considerato anche un piccolo abuso, nel senso che approfitto di questo mio spazio aperto sul mondo per scopi diversi da quelli dichiarati.
Ma proprio perche' questo spazio mi offre la possibilita' di fare sentire la mia voce vorrei approfittarne per inserire un'altra etichetta che, spero, non diventera' mai troppo corposa.
Si tratta della nuova etichetta: "In difesa del consumatore". In pratica segnalero' tutti quei comportamenti antipatici e scorretti cui un consumatore (io stesso, in rappresentanza della categoria) va incontro nella sua battaglia quotidiana nel mitico "libero mercato". Ho preso lo spunto da una segnalazione apparsa qualche giorno fa su uno spazio del Corriere della Sera online, dove un giornalista ha chiesto ospitalita' a un collega per segnalare un cattivo comportamento di una grande azienda di vendita libri (qui potete trovare il link) riguardo, guarda caso, un problema inerente gli ebook.
La mia rimostranza oggi e' per la ditta Brondi, una ditta italiana, famosa per i prodotti di telefonia, che ha in catalogo anche altri prodotti multimediali, come il mio lettore MP3 ad esempio. Lettore su cui non ho niente da dire, mi piace, funziona, un buon prodotto. Un giorno pero' ho inviato una domanda via email per conoscere se erano disponibili alcuni accessori che avrebbero potenziato il mio apparecchio (mini casse acustiche da collegare). Non mi e' mai giunta la risposta. Forse sara' stata una domanda sciocca, ma in ogni caso almeno una risposta formale, di due righe potevo riceverla, no? Si fa un gran scrivere delle opportunita' che internet offre alle aziende per entrare/stare in contatto con i propri clienti, ma in alcuni casi siamo ancora all'eta' della pietra ...
Forse potrebbe essere considerato anche un piccolo abuso, nel senso che approfitto di questo mio spazio aperto sul mondo per scopi diversi da quelli dichiarati.
Ma proprio perche' questo spazio mi offre la possibilita' di fare sentire la mia voce vorrei approfittarne per inserire un'altra etichetta che, spero, non diventera' mai troppo corposa.
Si tratta della nuova etichetta: "In difesa del consumatore". In pratica segnalero' tutti quei comportamenti antipatici e scorretti cui un consumatore (io stesso, in rappresentanza della categoria) va incontro nella sua battaglia quotidiana nel mitico "libero mercato". Ho preso lo spunto da una segnalazione apparsa qualche giorno fa su uno spazio del Corriere della Sera online, dove un giornalista ha chiesto ospitalita' a un collega per segnalare un cattivo comportamento di una grande azienda di vendita libri (qui potete trovare il link) riguardo, guarda caso, un problema inerente gli ebook.
La mia rimostranza oggi e' per la ditta Brondi, una ditta italiana, famosa per i prodotti di telefonia, che ha in catalogo anche altri prodotti multimediali, come il mio lettore MP3 ad esempio. Lettore su cui non ho niente da dire, mi piace, funziona, un buon prodotto. Un giorno pero' ho inviato una domanda via email per conoscere se erano disponibili alcuni accessori che avrebbero potenziato il mio apparecchio (mini casse acustiche da collegare). Non mi e' mai giunta la risposta. Forse sara' stata una domanda sciocca, ma in ogni caso almeno una risposta formale, di due righe potevo riceverla, no? Si fa un gran scrivere delle opportunita' che internet offre alle aziende per entrare/stare in contatto con i propri clienti, ma in alcuni casi siamo ancora all'eta' della pietra ...
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